MINISTERO DEI LAVORI PUBBLICI
Decreto Ministeriale 20 Novembre 1987
«Norme tecniche per
la progettazione, esecuzione e collaudo degli edifici in muratura e per il loro
consolidamento»
(Pubblicato nel
supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 285
del 5 dicembre 1987)
Il Ministro dei
Lavori Pubblici di concerto con il Ministro dell'Interno
Vista la legge 2 febbraio 1974, n. 64, recante norme per la
disciplina della progettazione, esecuzione e collaudo degli edifici in muratura
e per il loro consolidamento;
Visto il decreto 9 gennaio 1987 di approvazione delle norme
per la progettazione, esecuzione e collaudo degli edifici in muratura e per il
loro consolidamento;
Ritenuto che occorre apportare alcune integrazioni e
rettifiche al testo della normativa approvata con il richiamato decreto 9
gennaio 1987;
Sentito il Consiglio superiore dei lavori pubblici, che si è
espresso con il parere emesso dall'assemblea generale in data 24 luglio 1987
con il voto n. 334;
Decreta:
Art. 1
Sono
approvate le integrazioni e le rettifiche apportate alle norme tecniche per la
progettazione, esecuzione e collaudo degli edifici in muratura e per il loro
consolidamento, di cui al decreto ministeriale 9 gennaio 1987, predisposte dal
Servizio tecnico centrale e già inserite nel testo unificato allegato al
presente decreto.
Art. 2
Le presenti norme sostituiscono quelle di cui al decreto 9
gennaio 1987 ed entrano in vigore il 19 dicembre 1987, data già fissata con il
decreto anzidetto.
SOMMARIO
Unità
di misura
TITOLO
I - NORME TECNICHE PER LA PROGETTAZIONE, ESECUZIONE E COLLAUDO DEGLI EDIFICI IN
MURATURA
Capitolo 1° - GENERALITA'
1.1 Oggetto
ed ambito di applicazione
1.2 Caratteristiche
tipologiche e materiali
1.2.1 Malte
1.2.2 Muratura
costituita da elementi resistenti artificiali
1.2.3 Muratura
costituita da elementi resistenti naturali
1.3 Concezione
strutturale dell'edificio
1.3.1 Collegamenti
1.3.1.1 Cordoli
1.3.1.2 Incatenamenti
orizzontali interni
1.4 Spessori
minimi dei muri
Capitolo 2° - MURATURE FORMATE DA ELEMENTI RESISTENTI
ARTIFICIALI
2.1 Dimensionamento
semplificato
2.2 Analisi
strutturale
2.2.1 Muri
soggetti a carichi verticali
2.2.1.1 Schema
statico
2.2.1.2 Eccentricità
dei carichi
2.2.1.3 Snellezza
della muratura
2.2.1.4 Coefficiente
di riduzione della resistenza del muro
2.2.2 Muri
soggetti a forze orizzontali
2.3 Caratteristiche
meccaniche della muratura
2.3.1 Resistenza
caratteristica a compressione
2.3.1.1 Determinazione della resistenza
caratteristica a compressione in base alle caratteristiche dei componenti
2.3.2 Resistenza
caratteristica a taglio
2.3.2.1 Determinazione della resistenza
caratteristica a taglio in base alle caratteristiche dei componenti
2.4 Norme
di calcolo
2.4.1 Verifiche
di sicurezza con il metodo delle tensioni ammissibili
2.4.1.1 Verifica
dei muri soggetti ai carichi verticali
2.4.1.2 Verifica
dei muri soggetti a forze orizzontali agenti nel piano del muro
2.4.1.2.1 Verifica
a pressoflessione
2.4.1.2.2 Verifica
a taglio
2.4.2 Verifiche
di sicurezza con il metodo semiprobabilistico agli stati limite
2.4.2.1 Combinazione
di carico
2.4.2.2 Verifica
dei muri soggetti ai carichi verticali
2.4.2.3 Verifica
dei muri soggetti a forze orizzontali agenti nel piano del muro
2.4.2.3.1 Verifica
a pressoflessione
2.4.2.3.2 Verifica
a taglio
Capitolo 3° - MURATURE FORMATE DA ELEMENTI RESISTENTI
NATURALI
3.1 Dimensionamento
semplificato
3.2 Norme
di calcolo per edifici in muratura di pietra squadrata
3.3 Caratteristiche
meccaniche della muratura di pietra squadrata
3.3.1 Resistenza
caratteristica a compressione della muratura
3.3.1.1 Determinazione della resistenza
caratteristica a compressione della muratura in base alle caratteristiche dei
componenti
3.3.2 Resistenza
caratteristica a taglio della muratura
3.3.2.1 Determinazione della resistenza caratteristica
a taglio della muratura in base alle caratteristiche dei componenti
Capitolo 4° - COLLAUDO STATICO DEGLI EDIFICI IN MURATURA
TITOLO II - NORME TECNICHE PER IL CONSOLIDAMENTO DEGLI
EDIFICI IN MURATURA
Capitolo 1° - GENERALITA'
1.1 Oggetto
e ambito di applicazione
1.2 Criteri
di scelta progettuale
1.3 Operazioni
progettuali
Capitolo 2° - CRITERI GENERALI DI CALCOLO
2.1 Analisi
dei materiali
2.2 Schema
strutturale
2.3 Provvedimenti
tecnici
2.3.1 Provvedimenti
tecnici in fondazione
ALLEGATI
- Determinazione sperimentale della resistenza dei materiali
Allegato
1:
1.1 Determinazione
sperimentale della resistenza a compressione degli elementi resistenti
artificiali e naturali
1.1.1 Determinazione sperimentale della resistenza a compressione degli
elementi resistenti artificiali
1.1.2 Determinazione sperimentale della resistenza a compressione
degli elementi resistenti naturali
1.2 Modalità
per la determinazione della resistenza a compressione degli elementi resistenti
artificiali
1.2.1 Resistenza a compressione nella direzione
dei carichi verticali
1.2.2 Resistenza a compressione nella direzione ortogonale a quella
dei carichi verticali e nel piano della muratura
1.3 Resistenza a compressione degli elementi
resistenti naturali
Allegato
2:
2.1 Determinazione
sperimentale della resistenza a compressione e della resistenza a taglio della
muratura
2.1.1 Resistenza a compressione della muratura
2.1.1.1 Caratteristiche dei provini
2.1.2 Resistenza a taglio della muratura in
assenza di carichi verticali
UNITA' DI MISURA
Il sistema di unità di misura adottato è il "Sistema
Internazionale di unità" indicato con la sigla "SI" di cui alle
direttive del Consiglio delle Comunità europee n. 76/770/CEE del 27 luglio
1976.
Nelle presenti norme sono indicati anche, tra parentesi
quadre, i corrispondenti valori nelle unità di misura del sistema tecnico.
Nella relazione tra i due sistemi:
1
kgf = 9.81 N (newton)
per le grandezze relative alle presenti norme il
coefficiente 9.81 è stato arrotondato a 10 per ragioni di carattere pratico.
Titolo I -
NORME TECNICHE PER LA PROGETTAZIONE, ESECUZIONE E COLLAUDO DEGLI EDIFICI
IN MURATURA
Capitolo 1° -
GENERALITA'
1.1 Oggetto ed
ambito di applicazione
Le presenti norme hanno lo scopo di fissare i criteri
generali tecnico-costruttivi per la progettazione, l'esecuzione ed il collaudo
degli edifici a uno o a più piani, in tutto o in parte a muratura portante,
costituiti da un insieme di sistemi resistenti collegati tra di loro e le
fondazioni e disposti in modo da resistere ad azioni verticali ed orizzontali.
Per altre tipologie edilizie, le presenti norme potranno
assumersi quale utile riferimento metodologico.
Le murature considerate sono quelle costituite da elementi
resistenti collegati fra di loro tramite malta.
Le presenti norme non sono applicabili agli edifici
realizzati in muratura armata, ai quali si applica la procedura indicata
nell'ultimo comma dell'art. 1 della legge n. 64 del 2 febbraio 1974 e
successive modificazioni.
Per gli edifici realizzati in zona sismica si applicheranno
inoltre le prescrizioni di cui alla legge 2 febbraio 1974, n. 64, e decreto
ministeriale 24 gennaio 1986 e successive modificazioni ed integrazioni.
Per quanto concerne le opere di fondazione vale quanto
stabilito dal decreto ministeriale 21 gennaio 1981 e successivi aggiornamenti.
1.2
Caratteristiche tipologiche e materiali
1.2.1 Malte
L'acqua per gli impasti deve essere limpida, priva di
sostanze organiche o grassi, non deve essere aggressiva né contenere solfati o
cloruri in percentuale dannosa.
La sabbia da impiegare per il confezionamento delle malte
deve essere priva di sostanze organiche, terrose o argillose.
Le calci aeree, le pozzolane ed i leganti idraulici devono
possedere le caratteristiche tecniche ed i requisiti previsti dalle vigenti
norme (regi decreti 16 novembre 1939, n. 2231 e n. 2230; legge 26 maggio 1965,
n. 595, decreto ministeriale 14 gennaio 1966, decreto ministeriale 3 giugno
1968, decreto ministeriale 31 agosto 1972 e successive integrazioni o
modificazioni).
L'impiego di malte premiscelate e pronte all'uso è
consentito purché ogni fornitura sia accompagnata da una dichiarazione del
fornitore attestante il gruppo della malta, il tipo e la quantità dei leganti e
degli eventuali additivi. Ove il tipo di malta non rientri tra quelli appresso
indicati il fornitore dovrà certificare con prove ufficiali anche le
caratteristiche di resistenza della malta stessa.
Le modalità per la determinazione della resistenza a
compressione delle malte sono riportate nel decreto ministeriale 3 giugno 1968.
I tipi di malta e loro classi sono definite in rapporto alla
composizione in volume secondo la tabella seguente:

Alla malta cementizia si può aggiungere una piccola quantità
di calce aerea con funzione plastificante.
Malte di diverse proporzioni nella composizione confezionate
anche con additivi, preventivamente sperimentate, possono essere ritenute
equivalenti a quelle indicate qualora la loro resistenza media a compressione
risulti non inferiore ai valori seguenti:
12 N/mm2 [120 kgf/cm2] per l'equivalenza alla malta
M1
8 N/mm2 [ 80 kgf/cm2] per
l'equivalenza alla malta M2
5 N/mm2 [ 50 kgf/cm2] per
l'equivalenza alla malta M3
2.5 N/mm2 [ 20 kgf/cm2] per
l'equivalenza alla malta M4
1.2.2 Muratura
costituita da elementi resistenti artificiali
La muratura è costituita da elementi resistenti aventi
generalmente forma parallelepipeda, posti in opera in strati regolari di
spessore costante e legati tra di loro tramite malta.
Gli elementi resistenti possono essere in:
- laterizio normale;
- laterizio alleggerito in pasta;
- calcestruzzo normale;
- calcestruzzo alleggerito.
Gli elementi resistenti artificiali possono essere dotati di
fori in direzione normale al piano di posa (elementi a foratura verticale)
oppure in direzione parallela (elementi a foratura orizzontale).
Elementi
resistenti in laterizio
Si distinguono le seguenti categorie in base alla
percentuale di foratura f ed all'area media della sezione
normale di un foro f:
Elementi pieni f £ 15% f £ 9 cm2
Elementi semipieni 15%
< f £
45% f £ 12 cm2
Elementi forati 45%
< f £
55% f £ 15 cm2
La percentuale di foratura è espressa dalla formula
seguente:
f = 100 F/A
in cui: F = area complessiva dei fori passanti e profondi non
di cui al punto 2.2.1.2.
Qualora si intendano assumere schemi di calcolo più
complessi, ad esempio a telaio, questi sono ammessi purché si tenga
correttamente conto delle caratteristiche tecniche strutturali del nodo
muro-solaio e della parzializzazione delle sezioni.
2.2.1.2
Eccentricità dei carichi
Le eccentricità di cui al paragrafo precedente vanno
determinate convenzionalmente con i criteri che seguono:
a) eccentricità totale dei carichi verticali: es = es1 + es2
es1: dovuta alla eventuale posizione
eccentrica del muro del piano superiore rispetto al piano medio del muro da
verificare:
es1 = ![]()
es2: eccentricità delle reazioni di
appoggio dei solai soprastanti la sezione di verifica:
es2 = ![]()
N1 = carico trasmesso dal muro
sovrastante supposto centrato rispetto al muro stesso;
N2 = reazione di appoggio dei solai
sovrastanti il muro da verificare;
d1 = eccentricità di N1 rispetto al piano medio del muro da verificare;
d2 = eccentricità di N2 rispetto al piano medio del muro da verificare.
Tali eccentricità sono da considerarsi positive o negative a
seconda che diano luogo a momenti con verso orario o antiorario;
b) eccentricità dovuta a tolleranze di esecuzione ea.
Considerate le tolleranze morfologiche e dimensionali
connesse alle tecnologie di esecuzione degli edifici in muratura si prescrive
di tener conto di una eccentricità ea
che deve essere assunta
uguale a h/200 (h = altezza interna di piano espressa in cm);
c) eccentricità dovuta al vento ev considerato agente in direzione normale al piano
della muratura.
Tale eccentricità si valuta con la seguente formula:
ev = Mv / N
dove Mv ed N
sono, rispettivamente, il massimo momento flettente dovuto alla pressione (o
depressione) del vento, e lo sforzo normale nella relativa sezione di verifica.
Il muro è supposto incernierato al livello dei piani e, in mancanza di
aperture, anche in corrispondenza dei muri trasversali se questi hanno
interasse minore di 6 metri.
Le eccentricità es, ea ed ev vanno convenzionalmente combinate tra di loro
secondo le due seguenti espressioni:
e1 = | es | + | ea | e2 =
+ | ev |
Il valore di e1 vale per la verifica dei muri nelle loro sezioni di estremità.
Il valore di e2
vale per la verifica
della sezione ove è massimo il valore di Mv.
I valori delle eccentricità così ricavate si utilizzano per
la valutazione del coefficiente di riduzione della resistenza F (vedi punto 2.2.1.4).
In ogni caso dovranno risultare:
e1/t 0.33
e2/t 0.33
L'eccentricità di calcolo non può comunque essere assunta
inferiore ad ea.
2.2.1.3 Snellezza
di una muratura
Si definisce snellezza convenzionale di una muratura il
rapporto h0/t in cui:
h0: lunghezza libera di inflessione
del muro pari a r·h;
t: spessore del muro.
Il valore di tale rapporto non deve risultare superiore a
20.
Sono indicati con:
h: l'altezza interna di piano;
r:
il fattore laterale di vincolo.
Il fattore r assume il
valore 1 per muro isolato, ed i valori indicati nella seguente tabella quando
il muro senza aperture (porte o finestre) è irrigidito con efficace vincolo da
due muri trasversali di spessore non inferiore a 20 cm, posti ad interasse
"a".

Se il generico muro trasversale ha della aperture (porte o
finestre) si ritiene convenzionalmente che la sua funzione di irrigidimento
possa essere espletata quando lo stipite delle aperture disti dalla superficie
del muro irrigidito almeno 1/5 dell'altezza del muro stesso; in caso contrario
si assumerà r = 1.
2.2.1.4
Coefficiente di riduzione della resistenza del muro
Il coefficiente F
di riduzione della resistenza del muro dipende dalla snellezza, dalla
eccentricità del carico verticale, dallo schema statico impiegato nel calcolo,
e dagli effetti considerati del secondo ordine.
Tale coefficiente viene ricavato dalla tabella seguente in
funzione della snellezza h0/t e del
coefficiente di eccentricità m = 6e/t, essendo t spessore del muro.
Valori del coefficiente F con l'ipotesi della articolazione
(a cerniera)

Per valori non contemplati in tabella è ammessa
l'interpolazione lineare; in nessun caso sono ammesse estrapolazioni.
2.2.2 Muri
soggetti a forze orizzontali
La resistenza alle azioni orizzontali è ottenuta tramite il
sistema formato dai solai e dalle pareti murarie, già definito al precedente
punto 1.3.
La pressione del vento è trasmessa ai solai direttamente
investiti.
I solai, sufficientemente rigidi e resistenti nel proprio
piano, distribuiscono le azioni orizzontali tra le pareti murarie.
Le pareti murarie si comportano come sistemi piani formati
da pannelli in muratura e da catene aderenti (cordoli).
Le azioni orizzontali si distribuiscono tra le pareti
murarie in proporzione alla loro rigidezza ed alla loro distribuzione
planimetrica.
Il calcolo delle rigidezza è effettuato convenzionalmente
considerando la muratura resistente anche a trazione.
Nelle verifiche a pressoflessione non si può tener conto di
tale resistenza.
2.3
Caratteristiche meccaniche della muratura
Le due proprietà fondamentali in base alle quali si
classifica una muratura sono la sua resistenza caratteristica a compressione fk e la sua resistenza caratteristica a taglio fvk.
2.3.1 Resistenza
caratteristica a compressione
La resistenza caratteristica a compressione fk di una muratura si determina per via sperimentale su
campioni di muro secondo quanto indicato nell'allegato 2.
Per murature in elementi artificiali pieni o semipieni tale
resistenza può anche essere valutata in funzione delle proprietà dei suoi
componenti, nel caso in cui siano verificate le condizioni indicate al punto
2.3.1.1.
In ogni caso la resistenza caratteristica a compressione fk richiesta dal calcolo statico deve essere indicata
nel progetto delle opere.
Per progetti nei quali la verifica di stabilità richieda un
valore di fk maggiore o uguale a 8 N/mm2 [80 kgf/cm2] la direzione lavori procederà al controllo del valore di fk, secondo le modalità descritte nell'allegato 2.
2.3.1.1
Determinazione della resistenza caratteristica a compressione in base alle
caratteristiche dei componenti
Per le murature formate da elementi artificiali pieni o
semipieni il valore di fk può
essere dedotto dalla resistenza a compressione degli elementi e dalla classe di
appartenenza della malta tramite la tabella A.
La validità di tale tabella è limitata a quelle murature
aventi giunti orizzontali e verticali riempiti di malta e di spessore compreso
tra 5 e 15 mm.
Per valori non contemplati in tabella è ammessa l'interpolazione lineare; in nessun caso sono ammesse estrapolazioni.
Per le murature che non soddisfino alla precedente
condizione la tabella seguente non è valida e si procederà alla determinazione
sperimentale della fk secondo le modalità descritte nell'allegato 2.
Tabella
A - Valore della fk per murature in elementi artificiali pieni e
semipieni

2.3.2 Resistenza
caratteristica a taglio
La resistenza caratteristica a taglio della muratura in
assenza di carichi verticali fvk0 si determina per via sperimentale su campioni di muro, secondo le
modalità dell'allegato 2.
Per le murature formate da elementi resistenti artificiali
pieni o semipieni tale resistenza può essere valutata per via indiretta in base
alle caratteristiche dei componenti.
2.3.2.1
Determinazione della resistenza caratteristica a taglio in base alle
caratteristiche dei componenti
La resistenza caratteristica a taglio della muratura è
definita come resistenza all'effetto combinato delle forze orizzontali e dei
carichi verticali agenti nel piano del muro e può essere ricavata tramite la
seguente relazione:
fvk = fvk0 + 0.4 sn
ed inoltre per elementi resistenti artificiali semipieni o
forati fvk £ fvk lim
in cui:
fvk0: resistenza caratteristica a taglio
in assenza di carichi verticali;
sn: tensione normale media dovuta ai
carichi verticali agenti nella sezione di verifica;
fvk lim: valore massimo della
resistenza caratteristica a taglio che può essere impiegata nel calcolo.
I valori di fvk0 possono essere dedotti dalla resistenza caratteristica a compressione fbk degli elementi resistenti tramite
le tabelle B, C.
La validità di tali tabelle è limitata a quelle murature che
soddisfano le condizioni già citate per la tabella A.
Per le murature che non soddisfino tali condizioni si
procederà alla determinazione sperimentale della fvk0 secondo le modalità descritte
nell'allegato 2.
I valori di fvk lim saranno assunti pari a:
fvk lim = 1.4 ![]()
essendo
il valore caratteristico della resistenza
degli elementi in direzione orizzontale e nel piano del muro (valore da
ricavare secondo le modalità descritte nell'allegato 1).
Tabella
B - Valore di fvk0
per murature in elementi artificiali in laterizio pieni e semipieni

Tabella
C - Valore di fvk0
per murature in elementi artificiali in calcestruzzo pieni e semipieni

2.4 Norme di
calcolo
I metodi di verifica sono:
a) il metodo semplificato;
b) il metodo delle tensioni ammissibili;
c) il metodo semiprobabilistico agli stati limite.
Per quanto non espressamente prescritto dalle presenti norme
si fa riferimento ai "criteri generali per la verifica di sicurezza delle
costruzioni e norme tecniche per i carichi e sovraccarichi" di cui al
decreto ministeriale 12 febbraio 1982 e successive integrazioni o
modificazioni.
2.4.1 Verifiche
con il metodo delle tensioni ammissibili
Le componenti di sollecitazione dovute alle azioni
permanenti e quelle provocate dalle azioni variabili devono valutarsi
separatamente, per poi essere combinate in sede di verifica nel modo più
sfavorevole.
2.4.1.1 Verifica
dei muri soggetti ai carichi verticali
Viene denominata tensione base ammissibile a compressione sm la tensione ammissibile in una muratura in assenza
di fenomeni legati alla eccentricità di carico ed alla snellezza.
La tensione base ammissibile a compressione sm nella muratura sarà dedotta dalla resistenza
caratteristica della muratura a compressione fk applicando la formula seguente:
sm = fk / 5
La verifica di resistenza a compressione si effettuerà
accertando che la tensione normale media nella sezione del muro rispetti la
condizione seguente:
s = N / (F
A) £ sm
dove:
N: carico verticale totale calcolato alla base del muro;
A: area della sezione orizzontale del muro al netto delle
aperture;
F:
coefficiente di riduzione della resistenza (p. 2.2.1.4) valutato per
l'eccentricità trasversale massima nella sezione da verificare;
sm: tensione base ammissibile della
muratura.
2.4.1.2 Verifica
dei muri soggetti a forze orizzontali agenti nel piano del muro
2.4.1.2.1 Verifica
a pressoflessione
L'azione flettente delle forze orizzontali determina
sollecitazioni nei muri che si sommano a quelle indotte dai carichi verticali.
L'eccentricità eb nel piano mediano del muro della
risultante dei carichi verticali non deve superare il limite indicato dalla
seguente espressione:
6eb / b £ 1.3
in cui:
eb: eccentricità longitudinale dovuta
al momento indotto dalle forze orizzontali nella sezione di verifica;
b: lunghezza del muro.
La verifica di resistenza si effettuerà accertando che nella
sezione del muro sia rispettata la condizione seguente:
s = N / (FtFb A) £ sm
in cui:
N : carico
verticale calcolato alla base del muro;
A: area della sezione orizzontale del muro al netto delle
aperture;
Ft: coefficiente di riduzione della
resistenza valutato per l'eccentricità trasversale e2 (p. 2.2.1.4);
Fb: coefficiente di riduzione delle
resistenza valutato per l'eccentricità longitudinale eb; si ricava (p. 2.2.1.4) tramite il coefficiente di
eccentricità 6eb/t e ponendo h0/t = 0.
2.4.1.2.2 Verifica
a taglio
Nelle sezioni orizzontali dei muri si verificherà che la
tensione tangenziale, considerata uniformemente ripartita sulla sezione
reagente, rispetti la seguente condizione:
t = V / (b A) £ fvk
/ 5
in cui:
V: forza di taglio totale agente nel piano del muro;
A: area della sezione orizzontale del muro al netto delle
aperture;
fvk: resistenza caratteristica a taglio
della muratura;
b:
coefficiente di parzializzazione della sezione; tiene conto della eventuale
zona di muro soggetta a trazione e assume i valori:
b = 1 per 6eb/b £ 1
b = 3/2 - 3eb/b per 1 < 6eb/b £ 1.3
2.4.2 Verifiche di
sicurezza con il metodo semiprobabilistico agli stati limite
Le verifiche debbono essere condotte nei confronti degli
stati limite ultimi; le verifiche agli stati limite di esercizio possono essere
omesse in quanto la elevata rigidezza dell'insieme conduce a deformazioni molto
piccole.
2.4.2.1
Combinazioni di carico
Per la verifica agli stati limite ultimi, si impiegano le
seguenti combinazioni di carico fondamentali, indicando con:
Gk: carichi permanenti;
Qk: carichi variabili;
Wk: forza orizzontale dovuta al vento;
Y:
coefficiente di combinazione per i carichi variabili, assume i valori seguenti:
Y = 1 per le coperture ed i primi due solai più
caricati;
Y = 0.9 - 0.8 - ... - 0.5 per i solai successivi.
- Combinazione A: azione base, carichi variabili
Fd =
1.5 Gk + 1.5 (Y Qk
+ 0.75 Wk)
- Combinazione B: azione base, vento
Fd = 1.5 Gk
+ 1.5 (Wkk + 0.60 Qk)
- Combinazione C: azione base, vento, senza carichi
variabili
Fd = Gk + 1.5 Wk
Le verifiche ai carichi verticali saranno condotte
impiegando la più sfavorevole fra le combinazioni A e B; le verifiche alle
forze orizzontali verranno condotte impiegando anche la combinazione C.
2.4.2.2 Verifica
dei muri soggetti ai carichi verticali
La resistenza di calcolo fd si valuta mediante l'espressione:
fd = fk / gm
in cui fk è la
resistenza caratteristica della muratura e gm è pari a 3.
Affinché la sezione del muro risulti verificata occorre che
il carico verticale agente di calcolo Nd, rispetti la seguente condizione:
Nd £
F fd A
Nd: carico verticale agente di calcolo
alla base del muro;
A: area della sezione orizzontale del muro al netto delle
aperture;
fd: resistenza di calcolo della
muratura;
F:
coefficiente di riduzione della resistenza del muro.
2.4.2.3 Verifica
dei muri soggetti alle forze orizzontali agenti nel piano del muro
2.4.2.3.1 Verifica
a pressoflessione
Il momento flettente dovuto all'azione orizzontale di
calcolo si combina con il carico verticale agente di calcolo Nd; la risultante è una forza Nd con eccentricità longitudinale eb riferita al baricentro dell'area della sezione del
muro. Tale eccentricità eb non deve
superare il limite indicato dalla seguente espressione:
6eb / b £ 2
in cui: eb : eccentricità longitudinale del carico Nd;
b:
lunghezza del muro.
Affinché la sezione del muro risulti verificata occorre che
il carico verticale agente di calcolo Nd sia inferiore al carico di rottura del muro applicazione della seguente
espressione:
Nd £ Ft Fb
fd A
in cui:
Nd: carico verticale agente di calcolo
alla base del muro;
A: area della sezione orizzontale del muro, al netto delle
aperture;
fd: resistenza a compressione di
calcolo del muro;
Ft: coefficiente di riduzione della
resistenza in funzione delle eccentricità trasversali (p. 2.2.1.4);
Fb: coefficiente di riduzione della
resistenza (p. 2.4.1.2.1).
2.4.2.3.2 Verifica
a taglio
La resistenza a taglio di calcolo fvd si valuta mediante la seguente
espressione:
fvd = fvk / 3
in cui fvk è la
resistenza caratteristica a taglio.
Affinché la sezione del muro risulti verificata occorre che
l'azione orizzontale di calcolo Vd sia inferiore alla resistenza a taglio di calcolo fvd secondo la seguente espressione:
Vd £
b fvd A
in cui:
Vd: azione orizzontale di calcolo
agente nel piano del muro;
A: area della sezione orizzontale del muro al netto delle
aperture;
fvd: resistenza al taglio di calcolo
della muratura;
b:
coefficiente di parzializzazione della sezione (p. 2.4.1.2.2).
Capitolo 3° -
MURATURE FORMATE DA ELEMENTI RESISTENTI NATURALI
3.1
Dimensionamento semplificato
Per edifici realizzati in muratura formata da elementi
resistenti naturali è possibile omettere le verifiche di sicurezza indicate al
punto 2.4 nel caso vengano rispettate le prescrizioni seguenti:
a) l'edificio sia costituito da non più di tre piani entro e
fuori terra;
b) la planimetria dell'edificio sia inscrivibile in un
rettangolo con rapporti fra lato minore e lato maggiore non inferiore a 1/3;
c) la snellezza della muratura, secondo la definizione del
punto 2.2.1.3, non sia in nessun caso superiore a 12;
d) l'area della sezione di muratura resistente alle azioni
orizzontali, espressa in percentuale rispetto alla superficie totale in pianta
dell'edificio, sia non inferiore al 4% nelle due direzioni principali escluse
le parti aggettanti; non sono da prendere in considerazione, ai fini della
percentuale di muratura resistente, i muri di lunghezza L inferiore a 50 cm,
misurata al netto delle aperture.
Deve inoltre risultare:
s = N/(0.65 A) £ sm
in cui:
N: carico verticale totale alla base del piano più basso
dell'edificio;
A: area totale dei muri portanti allo stesso piano;
sm: tensione base ammissibile della muratura, definita
al punto 2.4.1.
3.2 Norme di
calcolo per edifici in muratura di pietra squadrata
Per gli edifici in muratura di pietra squadrata è possibile
effettuare l'analisi strutturale e le verifiche di sicurezza, secondo quanto
indicato ai precedenti punti 2.2 e 2.4, allorché siano determinate le caratteristiche
meccaniche della muratura come prescritto nell'allegato 1.
3.3
Caratteristiche meccaniche della muratura di pietra squadrata
Le proprietà fondamentali della muratura sono la resistenza
caratteristica a compressione fk e la resistenza caratteristica a taglio fvk.
3.3.1 Resistenza
caratteristica a compressione della muratura
La resistenza caratteristica a compressione della muratura
si determina per via sperimentale su campioni di muro secondo quanto indicato
nell'allegato 2, oppure può essere valutata in funzione delle proprietà dei
suoi componenti tramite la tabella D del successivo punto 3.3.1.1.
La validità di tale tabella è limitata a quelle murature
aventi giunti orizzontali e verticali riempiti con malta avente le
caratteristiche descritte al punto 1.2.1 e di spessore compreso tra 5 e 15 mm.
In ogni caso la resistenza caratteristica a compressione fk della muratura richiesta dal calcolo statico deve
essere indicata nel progetto delle opere.
Per progetti nei quali la verifica di stabilità richiede un
valore di fk maggiore o eguale a 8 N/mm2 [80 kgf/cm2] la direzione lavori procederà al controllo del valore di fk, secondo le modalità descritte nell'allegato 2.
3.3.1.1
Determinazione della resistenza caratteristica a compressione della muratura in
base alle caratteristiche dei componenti
Ai fini della determinazione della resistenza caratteristica
a compressione della muratura in funzione delle proprietà dei suoi componenti
si assume convenzionalmente la resistenza caratteristica a compressione dell'elemento
fbk pari a:
fbk = 0.75 fbm
dove fbm
rappresenta la resistenza media a compressione degli elementi in pietra
squadrata valutata secondo le indicazioni dell'allegato 1.
Il valore della resistenza caratteristica a compressione
della muratura fk può essere dedotto dalla resistenza
caratteristica a compressione degli elementi fbk e dalla classe di appartenenza
della malta tramite la seguente tabella D.
Per valori non contemplati in tabella è ammessa
l'interpolazione lineare; in nessun caso sono ammesse estrapolazioni.
Tabella
D - Valore della fk per murature in elementi naturali di pietra
squadrata

3.3.2 Resistenza
caratteristica a taglio della muratura
La resistenza caratteristica a taglio della muratura in
assenza di carichi verticali fvk0 si determina per via sperimentale su campioni di muro, secondo le
modalità dell'allegato 2.
Tale resistenza può essere valutata anche in funzione delle
proprietà dei suoi componenti nel caso in cui siano verificate le condizioni di
cui al primo comma del punto 3.3.1.
3.3.2.1
Determinazione della resistenza caratteristica a taglio della muratura in base
alle caratteristiche
dei componenti
La resistenza caratteristica a taglio della muratura è
definita come resistenza all'effetto combinato delle forze orizzontali e dei
carichi verticali agenti nel piano del muro e può essere ricavata tramite la
seguente relazione:
fvk = fvk0 + 0.4 sn
in cui:
fvk0 : resistenza caratteristica a
taglio in assenza di carichi verticali;
sn: tensione normale media dovuta ai
carichi verticali agenti nella sezione di verifica.
I valori di fvk0 possono essere dedotti dalla resistenza caratteristica a compressione fbk degli elementi resistenti tramite
la tabella E.
Tabella E - Valore di fvk0 per murature in pietra naturale
squadrata

Capitolo 4° - COLLAUDO STATICO DEGLI EDIFICI IN MURATURA
Il collaudo statico degli edifici in muratura dovrà
comprendere i seguenti accertamenti:
a) ispezione generale dell'opera nel suo complesso con
particolare riguardo a quelle parti di strutture più significative da
confrontare con i disegni esecutivi progettuali;
b) esame dei certificati di prove sui materiali, quando
prescritte;
c) esame delle risultanze delle eventuali prove di carico
fatte eseguire dal direttore dei lavori;
d) controllo che l'impostazione generale della progettazione
strutturale sia coerente con le presenti norme.
Inoltre, potranno discrezionalmente essere richiesti i
seguenti ulteriori controlli:
- prove di carico, eventualmente integrative di quelle già
effettuate a cura del direttore dei lavori;
- saggi diretti sulle murature o sui singoli elementi
resistenti;
- controlli non distruttivi sulla struttura.
Potranno altresì essere richieste documentazioni integrative
di progetto atte a definire compiutamente lo schema strutturale assunto o a
meglio specificare dati incerti o non quantificati assunti a base della
progettazione dell'edificio.
Titolo II
NORME TECNICHE PER IL CONSOLIDAMENTO DEGLI EDIFICI IN MURATURA
Capitolo 1° - GENERALITA'
Valgono, in quanto applicabili, anche ai fini del collaudo
statico, le disposizioni di carattere generale indicate nel titolo I della
presente normativa.
1.1 Oggetto e ambito di applicazione
Si definisce intervento di consolidamento l'esecuzione di un
complesso di opere che risultino necessarie per rendere l'edificio atto a
resistere alle azioni verticali ed orizzontali previste in progetto.
E' fatto obbligo di procedere al consolidamento a chiunque
intenda:
a) sopraelevare o ampliare l'edificio;
b) apportare variazioni di destinazione che comportino incrementi
dei carichi originari superiori al 20%;
c) effettuare interventi strutturali rivolti a trasformare
l'edificio in un organismo edilizio diverso dal precedente;
d) effettuare interventi strutturali rivolti ad eseguire
opere e modifiche per rinnovare e sostituire parti strutturali dell'edificio,
allorché detti interventi implichino sostanziali alterazioni del comportamento
globale dell'edificio stesso;
e) effettuare interventi strutturali rivolti a reintegrare
l'organismo edilizio esistente nella sua funzionalità strutturale mediante un
insieme sistematico di opere.
Nel caso in cui, in relazione allo stato di fatto
dell'edificio e sulla base degli accertamenti e delle verifiche eseguite,
risulti che non occorrono provvedimenti di consolidamento, deve essere
ugualmente presentata la documentazione tecnica di cui al punto 1.3 riferita al
fabbricato esistente.
1.2 Criteri di scelta progettuale
I criteri adottati nella scelta del tipo di intervento
devono scaturire, di norma, da uno studio preliminare dell'organismo edilizio
riguardante in particolare:
a) le caratteristiche sotto il profilo architettonico,
strutturale e della destinazione d'uso nella situazione esistente;
b) l'evoluzione delle predette caratteristiche con
particolare riferimento all'impianto edilizio originario ed alle principali
modificazioni intervenute nel tempo;
c) l'analisi globale del comportamento strutturale al fine
di accertare le cause ed il meccanismo di eventuali dissesti in atto con
particolare riguardo al sottosuolo interessato.
1.3 Operazioni progettuali
Il progetto di un intervento su di un edificio sarà basato
sulle seguenti operazioni:
a) rilievo atto all'individuazione dello schema strutturale
nella situazione esistente;
b) valutazione delle condizioni di sicurezza attuale
dell'edificio e delle caratteristiche di resistenza degli elementi strutturali
interessati dagli interventi, avuto riguardo alla eventuale degradazione dei
materiali e ad eventuali dissesti in atto;
c) scelta progettuale dei provvedimenti di intervento operata
sulla base degli elementi determinati come sopra;
d) verifica di sicurezza del nuovo organismo strutturale.
Il progetto deve essere completo ed esauriente per
planimetria, piante, sezioni, particolari esecutivi, relazione tecnica,
relazione sulle fondazioni e fascicolo dei calcoli per le verifiche di
sicurezza. In particolare la relazione tecnica deve riferirsi anche quanto
indicato nei successivi punti.
In ogni caso i disegni di progetto devono contenere le
necessarie informazioni atte a definire le modalità di realizzazione degli
interventi nonché, ogni qualvolta occorra, la descrizione e la rappresentazione
grafica delle fasi di esecuzione con le relative prescrizioni specifiche.
Capitolo 2° - CRITERI GENERALI DI CALCOLO
2.1 Analisi dei materiali
La resistenza della muratura sarà calcolata in relazione al
tipo, alla qualità, ed allo stato di conservazione del sistema murario.
2.2 Schema strutturale
Il progetto degli interventi di consolidamento deve basarsi
su uno schema strutturale che deve rispecchiare il comportamento dell'edificio
nelle condizioni di futuro esercizio.
Per ciascuna parete si considereranno in genere
separatamente le azioni ad essa complanari e quelle normali.
Le azioni complanari alle pareti saranno valutate tenendo
conto della ridistribuzione operata dai solai solo se questi presentano
adeguata rigidezza nel loro piano e buon collegamento con i muri.
Nei confronti delle azioni ortogonali alle pareti queste si
considereranno vincolate ai solai ed alle pareti trasversali solo se è accertata
l'efficacia dei collegamenti.
2.3 Provvedimenti tecnici
I provvedimenti tecnici intesi ad aumentare la resistenza
delle strutture consistono sia nell'aumentare la resistenza di alcuni o di
tutti gli elementi costituenti il sistema strutturale esistente, sia
nell'inserimento di nuovi elementi o sistemi strutturali collaboranti con
quelli esistenti.
2.3.1 Provvedimenti tecnici in fondazione
Gli interventi di consolidamento riguardanti le strutture di
fondazione hanno lo scopo di renderle conformi con le prescrizioni di cui alle
vigenti norme.
Le verifiche dovranno essere eseguite secondo i criteri
stabiliti nel decreto ministeriale 21 gennaio 1981 e successivi aggiornamenti.
Negli interventi di consolidamento i provvedimenti sulle
strutture di fondazione e le relative verifiche potranno essere omessi, qualora
su responsabile o motivato giudizio del progettista ed in relazione alle
caratteristiche dei terreni, siano contemporaneamente verificate le seguenti
circostanze:
a) nella costruzione non sono presenti dissesti di qualsiasi
natura attribuibili a cedimenti delle fondazioni;
b) gli interventi di consolidamento non comportano
alterazioni dello schema strutturale del fabbricato sostanziali per la
trasmissione delle sollecitazioni al terreno;
c) gli stessi interventi non comportano rilevanti
modificazioni dei pesi e dei sovraccarichi dell'edificio;
d) non sono in atto modificazioni sensibili dell'assetto
idrogeologico della zona che possano influenzare la stabilità delle fondazioni.
ALLEGATI
Determinazione sperimentale della
resistenza dei materiali
Le prove sui materiali prescritte dalla presente normativa
devono essere eseguite presso i laboratori di cui all'art. 20 della legge 5
novembre 1971, n. 1086.
ALLEGATO 1
1.1 Determinazione sperimentale
della resistenza a compressione degli elementi artificiali e naturali
1.1.1 Determinazione sperimentale
della resistenza a compressione degli elementi resistenti artificiali
La produzione degli elementi resistenti artificiali deve essere controllata per ogni stabilimento di produzione mediante prove ufficiali con periodicità almeno annuale.
Il controllo di accettazione in cantiere eventualmente
richiesto dal direttore dei lavori ha lo scopo di accertare se gli elementi da
mettere in opera abbiano le caratteristiche dichiarate dal produttore.
Tale controllo sarà effettuato su uno o più campioni
costituiti ognuno da tre elementi da sottoporre a prova di compressione. Per
ogni campione siano f1, f2, f3 la resistenza a compressione dei tre elementi con:
f1 < f2 < f3
il controllo si considera positivo se risultano verificate
entrambe le diseguaglianze:
(f1
+ f2 + f3)/3
³
1.20 fbk
f1 ³ 0.90 fbk
Al direttore dei lavori spetta comunque l'obbligo di curare,
mediante sigle, etichettature indelebili, ecc., che i campioni inviati per le
prove ai laboratori siano effettivamente quelli prelevati in cantiere con le
indicazioni precise sulla fornitura e sulla posizione che nella muratura occupa
la fornitura medesima.
1.1.2 Determinazione sperimentale della resistenza a compressione degli elementi resistenti naturali
La produzione degli elementi resistenti naturali deve essere
controllata per ogni cava mediante prove ufficiali con periodicità almeno
annuale e comunque ogni qualvolta che cambino sostanzialmente la natura e le
caratteristiche meccaniche del materiale.
Il controllo di accettazione in cantiere eventualmente
richiesto dal direttore dei lavori ha lo scopo di accertare che gli elementi da
mettere in opera abbiano le caratteristiche dichiarate dal produttore.
Tale controllo sarà effettuato su uno o più campioni
costituiti ognuno da tre elementi da sottoporre a prova di compressione. Per
ogni campione, indicate con f1, f2, f3 le resistenze a compressione dei tre elementi con:
f1 < f2 < f3
il controllo si considera positivo se risultano verificate
entrambe le diseguaglianze:
(f1
+ f2 + f3)/3
³
1.20 fbk
f1 ³ 0.90 fbk
Al direttore dei lavori spetta comunque l'obbligo di curare,
mediante sigle, etichettature indelebili, ecc., che i campioni inviati per le
prove ai laboratori siano effettivamente quelli prelevati in cantiere con le
indicazioni precise sulla fornitura e sulla posizione che nella muratura occupa
la fornitura medesima.
1.2 Modalità per la determinazione
della resistenza a compressione degli elementi resistenti artificiali
1.2.1 Resistenza a compressione nella direzione dei
carichi verticali
Si definisce resistenza caratteristica quella resistenza al
di sotto della quale ci si può attendere di trovare il 5% della popolazione di
tutte le misure di resistenza.
La resistenza di rottura a compressione di un singolo
elemento è data dalla seguente espressione:
fbi = N / A
in cui:
N = carico di rottura applicato in direzione ortogonale al
piano di posa;
A = area lorda della sezione normale alla direzione di carico,
come definita al punto 1.2.2.
Il valore della resistenza caratteristica fbk si ricava dalla formula seguente,
applicata ad un numero minimo di 30 elementi:
fbk = fbm (1 - 1.64 d)
in cui:
fbm = media aritmetica della resistenza
dei singoli elementi fbi;
d =
= coefficiente di variazione;
s = stima dello scarto quadratico medio;
s =
(n = numero degli elementi provati)
Qualora, per ragioni dimensionali (dimensione blocco ³ 40 cm) si operi su semiblocchi, il valore di fbi è dato dalla media di resistenza
dei due semiblocchi.
Il valore della fbk non è accettabile per
d
> 0.2
1.2.2 Resistenza a compressione nella direzione ortogonale a quella dei carichi verticali e nel piano della muratura
La resistenza caratteristica a compressione in direzione
ortogonale ai carichi verticali e nel piano della muratura sarà dedotta da
quella media
mediante la relazione:
= 0.7 ![]()
La resistenza media
sarà ricavata da prove su almeno sei campioni.
1.3 Resistenza a compressione degli elementi
resistenti naturali
La resistenza media a compressione fbm degli elementi in pietra, con
esclusione dei tufi, deve essere determinata secondo le modalità descritte nel
regio decreto 16 novembre 1939, n. 2232, recante le norme per l'accettazione
delle pietre naturali da costruzione.
Per i tufi, le prove di cui al punto 1.2.2, in base alle
quali le singole cave determineranno la resistenza media a compressione fbm, devono essere eseguite su trenta
elementi da provare nella direzione di lavoro. Non sono ammessi tufi la cui
resistenza media a compressione fbm sia inferiore a 20 kg/cmq e per i quali il singolo campione abbia
resistenza a compressione inferiore a 15 kg/cmq.
Per tutti gli elementi resistenti naturali si considera
convenzionalmente:
fbk = 0.75 fbm
ALLEGATO 2
2.1 Determinazione sperimentale della resistenza a
compressione e della resistenza a taglio della muratura
Tramite le prove descritte nel presente allegato può essere
determinato il modulo di elasticità normale secante della muratura facendo
riferimento all'intervallo:
0.1 fk ÷ 0.4 fk
In mancanza di determinazione sperimentale, potranno
assumersi nei calcoli i seguenti valori dei moduli di elasticità:
modulo di elasticità normale secante E:
E = 1000 fk
modulo di elasticità tangenziale secante G:
G = 0.4 E
2.1.1 Resistenza a compressione della muratura
La resistenza caratteristica a compressione si determina su
n muretti (n ³ 6), seguendo sia per la confezione
che per la prova le modalità indicate nel seguente paragrafo.
La resistenza caratteristica è data dalla relazione:
fk
= fm - k s
dove:
fm = resistenza media;
s = stima dello scarto;
k = coefficiente dato dalla tabella seguente:
![]()
La determinazione della resistenza caratteristica deve
essere completata con la verifica dei materiali, da condursi come segue:
- malta: n. 3 provini prismatici 40 x 40 x 160 mm da
sottoporre a flessione, e quindi a compressione sulle 6 metà risultanti,
secondo il decreto ministeriale 3 giugno 1968;
- elementi resistenti: n. 10 elementi da sottoporre a
compressione con direzione del carico normale al letto di posa.
2.1.1.1 Caratteristiche dei provini
I provini (muretti) devono avere le stesse caratteristiche
della muratura in esame e ognuno di essi deve essere costituito almeno da tre
corsi di elementi resistenti e deve rispettare le seguenti limitazioni:
lunghezza (b) pari ad almeno due lunghezze di blocco;
rapporto altezza/spessore (l/t) variabile tra 2.4 e 5.
La confezione avverrà su di un letto di malta alla base e la
faccia superiore sarà finita con uno strato di malta.
Dopo una stagionatura di 28 giorni a 20°C, 70% di umidità
relativa, prima di effettuare la prova la faccia superiore di ogni provino
viene eventualmente livellata con gesso; il muretto può anche essere contenuto
fra due piastre metalliche rettificate, utili per gli spostamenti ed il suo
posizionamento nella pressa.
Il provino viene posto fra i piatti della macchina di prova
(uno dei quali articolato) e si effettua quindi la centratura del carico. In proposito
è consigliabile procedere anche ad un controllo estensimetrico.
Il carico deve essere applicato con una velocità di circa
0.5 MPa ogni 20 secondi.
2.1.2 Resistenza a taglio della muratura in assenza
di carichi verticali
La determinazione della resistenza al taglio fvk0 della muratura deve essere
effettuata mediante prove di compressione diagonale su muretti.
Le prove saranno effettuate su almeno 6 provini.
La resistenza caratteristica fvk0 sarà dedotta dalla resistenza media
ottenuta fvm mediante la:
fvk0 = 0.7 fvm